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Come arrivare A Vidulis di Dignano Provincia di Udine
a pochi km da Spilimbergo S Daniele del Friuli Martignacco Codroipo
Ingresso al Bellissimo Parco da dietro la chiesa di Vidulis
poi bella discesa con curva a destra che ti porta agli argini del Fiume Tagliamento
possibilità di Campeggio

quadricartina.jpg

[Carta stradale]
[Location Precisa]

Olistico benessere Vidulis

Olos 360 Benessere Olistico Vidulis

Wikipedia significato di Vidulis

Vìdulis (Vidulis in friulano standard, Vidules in friulano centro-orientale[1]) è una frazione del comune di Dignano (provincia di Udine), situata presso la sponda sinistra del fiume Tagliamento.
Il toponimo ha sempre creato delle difficoltà interpretative. Alcuni studiosi[senza fonte] avevano pensato alla parola “vitello”, altri avevano invece avanzato l’ipotesi di un collegamento con “vite”, “vigneto”. Un documento pubblicato[quando e dove?] ha permesso di avanzare una nuova interpretazione del toponimo: si tratterebbe di una testimonianza sui diritti che avevano i mugnai nel tratto della sponda del Tagliamento compresa tra Ragogna e Vidulis, del 1562: “nui de Chiarpà et altri che hanno molini circumvicini havemo autorità dal pilastro de Ragogna perfin alla Vidula de Vidulis per condor aque et far roiali per li campi o pradi …”

Official web

Vidulis ha probabilmente origini romane.  Scavi effettuati da una equipe di archeologi italo-francesi tra il 1982 e il 1984 in località “Tumbules” hanno portato alla luce i resti di una villa romana, abitata fra il 1° e 4° secolo dopo Cristo.
Altri ritrovamenti casuali di oggetti, in località “Masarutes” sono databili intorno al 3° secolo avanti Cristo.
Dopo i romani si presume che nel circondario si siano formati anche insediamenti Longobardi, anche se di ciò non è stata repertata alcuna prova ufficiale. Tuttavia non può certamente essere casuale che le nostre chiese antiche siano state dedicate tutte a San Martino, San Giorgio, San Michele, Santi amati da quella civiltà in quanto Santi guerrieri; simili circostanze sono infatti riscontrabili in diversi luoghi friulani dove l´insediamento longobardo è viceversa ben documentato.
Da quanto risulta fino ad ora nessun etimologo ha saputo dare radici precise al toponimo “Vidulis”. L´unica certezza è che dal 1303 al 1606 veniva chiamato “Vidolis” mentre in seguito si iniziò ad usare “Vidulis”. Questo toponimo potrebbe derivare da “doline”, parola che rispecchia bene la conformazione del nostro territorio.
Qualcuno ha formulato l´ipotesi che in questa località i romani allevassero gli animali da pascolo ( vitulis, vitali = vitello ) da cui il nome Vidulis. Altri sostengono che il toponimo derivi da Vidusso, uno dei cognomi più antichi di questo luogo. Secondo Enos Costantini, nel suo dizionario dei cognomi friulani, Vidus è il diminutivo di Vìd (Vito) ottenuto con il suffisso -ùs e ammette un´eccezione per i Vidusso di Vidulis che potrebbe significare “abitante di Vidulis”. Seguendo il ragionamento del Costantini e tenedo presente che in prossimità di guadi di torrenti o di fiumi frequentemente le terre venivano intitolate a S.Vito potrebbe trovare conferma il fatto che il nome derivi da Vido con Vidulis – Vidot – Vidotes -Vidolis.
Attualmente il paese è situato sulla riva sinistra del Tagliamento, ma anticamente era posto più lontano dal fiume, concentrato nella zona denominata “Gruaria”, attorno alla sua antica chiesa di San Michele. Zona, infatti, ricca di reperti come conci di anfore ritrovate durante i vari scavi effettuati nel nostro paese.
Dalla nostra parte la sponda è ripida e nei punti dove questa si allentava i vidulesi avevano costruito delle mura a protezione dei malintenzionati e per controllare il guado. Certamente quest´ultimo era posto in località “Calderuccio” in corrispondenza al “Troj dai Bernars”, che compare evidenziato in una carta veneziana del 1600, esposta nella nostra sacrestia.
Logicamente, come in altri guadi, quando l´acqua saliva tanto da non poter venire attraversata “a sguazzo” esisteva un servizio di barche per permettere a persone, animali e materiali l´attraversamento dei corsi d´acqua. In epoche diverse si legge che questo servizio veniva svolto dalla famiglia Vidusso.
Casualità o attinenza con il nome del paese?
Fino al 1800 esisteva a Vidulis un porticciolo dove si scaricavano le zattere di legname provenienti dalla Carnia, poi l´alveo iniziò ad allontanarsi dalla riva e l´approdo diventò sempre più difficoltoso, fin quando verso il 1815, questa attività venne abbandonata (esiste ancora la contabilità della società che svolgeva queste fluitazioni).
A Vidulis, differentemente da quasi tutti gli altri paesi, non è mai esistito un pozzo dal quale attingere l´acqua: gli animali si dissetavano negli stagni mentre le persone andavano a prendere l´acqua direttamente nel Tagliamento o nella roggia.
La roggia chiamata “Roggia di San Odorico” ha avuto una grande importanza per i vidulesi, ha permesso loro di dissetarsi, lavarsi, macinare il grano in continuità. Questo canale costruito dai Benedettini di San Odorico verso il 1280 prende l´acqua dal Tagliamento a nord di Carpacco e correndo sotto la riva, giunge fino a San Odorico.
Verso 1400 venne prolungata fino a Codroipo e dette un grande beneficio anche in quelle zone. Con questo canale si assicurava ai rivieraschi un flusso d´acqua continuo e fisso, permettendo di costruire lavatoi, mulini e battiferri.
Fino al 1800 tra Carpacco e Bonzicco la roggia muoveva 18 mole per la macina e 2 magli da battiferro. Attualmente questo corso d´acqua nel suo percorso muove solamente 2 mole e le acque vengono usate a scopi irrigui.
La storia di Vidulis è sempre stata legata alla Pieve di Dignano. Di quest´ultima, le ultime notizie scritte si hanno il 5 giugno 875, mentre per Vidulis le si trovano per la prima volta nel 1300. Infatti nel vecchio Catajan si trova scritto: ” 2 maggio 1303, Paolo che fu Faello de Vidolis muorì nel Signore e fu sepolto nel Cemeterio d´Ignano… “.
In quei tempi la nostra comunità contava forse una sessantina di anime e aveva la sua vecchia chiesa, dedicata a San Michele, a sinistra sulla strada per Maseris, in località denominata “Gruaria”. Si legge che nel 1602 la sua facciata minacciasse di cadere, ma resistette fino al 1754, anno in cui si decise di demolirla per costruire una nuova in mezzo alla villa.
Il terreno su cui edificare la nuova chiesa venne donato dal conte Guglielmo Monaco di Carpacco e il 6 aprile 1756 si pose la prima pietra per la costruzione dell´attuale chiesa, dedicata ai SS Angeli Custodi.
Il famoso tiglio si erigeva ad una decina di metri dal nuovo edificio e all´epoca dei lavori di costruzione misurava già un metro di diametro. Esso era il simbolo di Vidulis ed è stato cantato, raccontato e dipinto per ben 200 anni, fin quando il 30 aprile 1945, un carro armato tedesco in ritirata andò a sbattervi contro, e da quel giorno la pianta iniziò il suo declino. Agonia che durò fino al 1954, infatti fu venduto all´asta pro chiesa per £ 10.000 come legno da ardere.
Ritornando al 1756 ricordiamo che in quel periodo Vidulis contava circa 200 abitanti, le case erano appena ricostruite e coperte di coppi, visto che 20 anni prima, il 25 aprile 1736, Vidulis subì un terribile incendio dove bruciarono quasi tutte le case coperte da paglia. Evidentemente i suoi abitanti erano uniti e coraggiosi, tanto da superare la terribile carestia del 1752, anno in cui i Vidulesi il 26 maggio ipotecarono tutti i loro averi.
Ma il coraggio e la buona volontà non bastavano, carestie epidemie impedivano l´avanzamento della costruzione della chiesa, che dal 1756 durò fino alla consacrazione del 1828.
Terminata la chiesa i vidulesi cominciarono a porsi il problema del campanile.
In quei tempi non esistevano ne automobili né carte geografiche, i viaggiatori si orientavano guardando i campanili pertanto, non avendo il campanile, Vidulis per i viaggiatori passanti non esisteva.
Così nel 1905 s´incominciò a progettare la costruzione, ma arrivò la guerra…
Finiti i combattimenti bellici nel 1921 venne avviata la costruzione del campanile di Vidulis che terminò con l´inaugurazione nel 1924.
Nella costruzione di chiese e campanili bisogna riconoscere ai nostri avi una fede convinta, perché dai documenti risulta che si privavano anche più del necessario, anche addirittura cercando la carità in tanti paesi del Friuli.

Olos 360
Benessere Olistico Vidulis di Dignano (UD) 29 30 31 agosto 2014

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